sostenibilità edilizia

Sostenibilità edilizia e prospettive offgrid: è arrivata l’ora!

di Norbert Lantschner — Fondatore del progetto CasaClima, Ambasciatore della Carta della Terra, Autore di diversi libri, pubblicazioni, relatore internazionale e ospite docente presso diverse l’Università nazionali e internazionali

“La mia Vision e Mission è lo sviluppo e la diffusione di una nuova cultura del progettare, costruire e vivere sostenibile.”


Stephen Hawking diceva che il più grande nemico della conoscenza non è l’ignoranza, ma l’illusione di conoscere.

Nel settore delle costruzioni questa frase andrebbe appesa in ogni cantiere. Perché quando parlo di sostenibilità edilizia con costruttori, progettisti e clienti finali, quasi tutti annuiscono. Tutti sanno. Tutti hanno letto qualcosa. Poi si torna a costruire come quindici anni fa, con qualche pannello sul tetto e un cappotto un po’ più spesso, convinti di aver fatto la propria parte.

Non è così. E i numeri del 2026 lo dimostrano in modo che non lascia spazio a interpretazioni.

Sostenibilità edilizia: I dati del 2026 non sono un’opinione

Giugno 2026 è stato il giugno più caldo mai registrato a livello globale: +1,52 °C rispetto al periodo preindustriale secondo i dati NASA GISS, oltre il precedente record del 2024 (+1,48 °C). Per l’Europa occidentale il dato è ancora più netto: +3,06 °C rispetto alla media 1991-2020, secondo il servizio Copernicus Climate Change dell’ECMWF. Non è un picco isolato. È il terzo record europeo in pochi anni, dopo il 2003 e il 2025.

Queste non sono astrazioni statistiche. Alla fine di giugno l’Europa ha contato oltre 10.000 morti in eccesso durante l’ondata di calore, con la rete elettrica sotto stress, scuole chiuse e record di temperatura polverizzati in Francia, Spagna e Regno Unito. In Italia le temperature al suolo rilevate dal satellite Sentinel-3 hanno superato i 48 °C.

Nel frattempo continuiamo a immettere in atmosfera 1.170 tonnellate di CO₂ al secondo dai soli combustibili fossili. Che la CO₂ trattenga calore lo aveva capito Eunice Foote nel 1856. Centosettanta anni fa. Non è scienza nuova: è scienza che abbiamo scelto di non ascoltare.

Il risultato si misura in un numero che ogni tecnico dovrebbe conoscere: il forzante radiativo antropico, cioè la differenza tra l’energia che arriva sulla Terra e quella che riesce a essere irradiata via, ha raggiunto nel 2025 il valore record di 3,1 W/m². È già sopra i 3 W/m² che corrispondono all’equilibrio dei +2 °C. Non è una previsione. È lo stato attuale del sistema.

L’oceano ci ha protetti, e ha smesso di riuscirci

Ecco il dato che mi tiene sveglio la notte. Di tutto questo calore in eccesso, il 93% è finito negli oceani. Solo il 3,5% è andato nelle terre emerse, il 2,8% ha sciolto ghiacci, e appena lo 0,7% è rimasto in atmosfera.

Nel 2025 l’oceano ha immagazzinato circa 23 zettajoule di energia termica in più rispetto al 2024. Un zettajoule è un 1 seguito da 21 zeri. Per dare una misura: 23 ZJ equivalgono a circa 37 anni di consumo energetico dell’intera umanità. Tradotto in un’immagine che nessuno dimentica: è come far detonare dodici bombe di Hiroshima al secondo, ininterrottamente, ogni secondo di ogni giorno.

Se quell’energia fosse rimasta in atmosfera invece di finire in acqua, la temperatura dell’aria sarebbe già salita di decine di gradi e il pianeta sarebbe invivibile. L’oceano ci ha fatto da tampone. Ma un tampone che assorbe non è un tampone che elimina: quel calore è lì, e sta già tornando indietro sotto forma di mari che ribollono, eventi estremi più violenti e stagioni che non riconosciamo più.

Ogni ora, nel mondo, i danni da cambiamento climatico di origine antropica valgono circa 16 milioni di dollari: siccità, raccolti persi, piogge violente, inondazioni, uragani, ondate di calore. Ogni ora.

Cosa significa concretamente per chi costruisce

Qui finisce la parte climatologica e comincia il vostro lavoro. Perché l’edilizia non è una vittima passiva di questo scenario: ne è insieme causa e bersaglio.

Stress termico. Gli edifici esistenti si surriscaldano oltre ogni previsione progettuale. I carichi di raffrescamento sono in forte aumento e stanno diventando la voce dominante del fabbisogno, ribaltando la logica con cui abbiamo progettato per cinquant’anni. Materiali che avevano prestazioni certe cedono sotto calore estremo. Il comfort estivo è già compromesso in gran parte del patrimonio.

Siccità e acqua. I suoli argillosi che si ritirano stanno provocando cedimenti alle fondazioni. Le risorse idriche per i cantieri diventano scarse. Progettare con la scarsità d’acqua come vincolo, e integrare raccolta e riuso delle acque piovane, non è più un vezzo ambientalista: è gestione del rischio.

Alluvioni ed erosione. Piani terra e interrati sono a rischio crescente. Il drenaggio urbano è inadeguato quasi ovunque. L’erosione costiera accelera — e qui nelle Marche sappiamo bene cosa significa. Le norme nelle zone a rischio idrogeologico si stanno stringendo.

Vento e grandine. Coperture e facciate subiscono danni con frequenza nuova. Gli standard costruttivi vanno aggiornati con urgenza. E c’è un segnale che il mercato sta già recependo prima delle norme: l’assicurabilità degli immobili sta calando. La resilienza strutturale sta diventando, molto rapidamente, un valore di mercato misurabile.

Sostenibilità edilizia e quadro normativo: la direzione è già scritta

Chi spera che il tema si sgonfi non ha letto la Direttiva (UE) 2024/1275, la cosiddetta EPBD IV o “Case Green”, in vigore dal maggio 2024.

L’Italia è in ritardo sul recepimento — la scadenza del 29 maggio 2026 è passata senza decreto, ed è aperta una procedura d’infrazione. Ma il ritardo di un governo non cambia la traiettoria. La direttiva fissa una riduzione del consumo medio del parco residenziale del 16% entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035, con almeno il 55% del taglio che dovrà arrivare dagli edifici peggiori. Dal 2028 tutti i nuovi edifici pubblici dovranno essere a zero emissioni, dal 2030 tutti i nuovi edifici privati. E dal 2028 diventa obbligatorio dichiarare nell’APE il GWP dell’edificio lungo l’intero ciclo di vita per le costruzioni sopra i 1.000 m², estendendosi a tutte dal 2030.

Quest’ultimo punto è quello che il settore sta sottovalutando di più. Significa che non basterà più l’efficienza in fase d’uso: conteranno le emissioni incorporate nei materiali, nel cantiere, nella demolizione. Chi non avrà dati ambientali solidi — LCA, EPD — resterà semplicemente fuori dai progetti.

Il contesto italiano rende il quadro urgente: secondo ENEA circa il 70% degli edifici residenziali italiani è in classe E, F o G, e il 45,3% degli immobili censiti nel SIAPE è in classe F o G. Su circa 12 milioni di edifici residenziali, parliamo di 5 milioni di immobili su cui bisogna intervenire.

Per questo la vera sostenibilità edilizia non è un bollino da appendere in facciata. È un metodo di lavoro che misura, verifica in cantiere e rende conto dei risultati. È il principio su cui ho costruito CasaClima trent’anni fa: la certificazione ha senso solo se qualcuno controlla davvero che il costruito corrisponda al progettato.

L’unico watt sostenibile è il negawatt

L’energia è il motore dell’universo, la base di tutto ciò che accade. Nel 2023 il consumo mondiale di energia primaria ha toccato i 620 exajoule: l’equivalente di 540.000 litri di petrolio bruciati ogni secondo.

L’Italia paga questa dipendenza in contanti. Nei tre anni tra 2022 e 2024 abbiamo speso 232 miliardi di euro in energia importata: 114,4 miliardi nel 2022 al picco della crisi, 66,4 nel 2023, 51,1 nel 2024. Sono soldi che escono dal Paese e non tornano.

Ecco perché ripeto sempre la stessa frase: l’unico watt davvero sostenibile è il negawatt. Il watt che non consumiamo. Prima di discutere di quale fonte, la domanda seria è quanta energia serve davvero — e un edificio progettato bene è il modo più economico ed elegante di rispondere.

Progettare per mantenere la Terra abitabile

Non è un elenco di buone intenzioni. Sono sei direzioni operative su cui misuro ogni progetto:

  1. Elettrificare le case: pompe di calore, fotovoltaico e accumulo, in un sistema integrato e non come somma di componenti.
  2. Utilizzare energie rinnovabili, progettandole dentro l’architettura e non appiccicate sopra.
  3. Scegliere materiali sani e positivi per il clima, valutati sull’intero ciclo di vita — perché dal 2028 dovrete dichiararli comunque.
  4. Progettare per la circolarità: un edificio che si può smontare vale più di uno che si può solo demolire.
  5. Utilizzare le miniere urbane: il materiale che ci serve, in gran parte, è già costruito.
  6. Preservare e creare habitat biodiversi: il suolo e il verde sono infrastruttura climatica, non decorazione.

Il cambiamento climatico è la minaccia più pericolosa che l’homo sapiens abbia mai affrontato nella sua storia. Ma la mia posizione, dopo trent’anni su questi temi, resta la stessa: a better world is possible. Un mondo migliore è possibile, e il settore delle costruzioni è uno dei pochissimi che può cambiare le cose alla velocità e alla scala che servono.

A una condizione. Come ricorda Robert Swan, la più grande minaccia al nostro pianeta è la convinzione che lo salverà qualcun altro.

Sostenibilità edilizia: Ne parliamo dal vivo il 17 luglio ad Ancona.

Approfondirò questi temi — dati, impatti sull’edilizia e strumenti operativi — venerdì 17 luglio 2026 alle 17:30 presso lo Showroom Comes di Ancona (Via della Montagnola 26), nell’incontro “Prospettive Off Grid: è arrivata l’ora!” organizzato da House Planning in collaborazione con Comes.

Insieme a me interverranno Diego Ghergo (agente immobiliare), Emanuele Nicolini (imprenditore), l’Arch. Andrea Marasca e l’Ing. Daniele Stoppini, per discutere del futuro delle costruzioni sostenibili con professionisti, imprese e acquirenti.

Registrazione per l’evento sulla sostenibilità edilizia: houseplanning.com/offgrid

norbert lantscher sostenibilità edilizia

Chi è Norbert Lantschner

Norbert Lantschner (Sarentino, Bolzano, 1956) è tra i massimi esperti italiani di sostenibilità edilizia ed efficienza energetica.

Per quattordici anni, fino al 2006, ha diretto l’Ufficio Aria e Rumore della Provincia Autonoma di Bolzano, occupandosi di inquinamento atmosferico, acustico e protezione del clima. Come coordinatore dell’Alleanza per il Clima ha sviluppato le attività di riduzione delle emissioni da cui è nata l’intuizione di intervenire sul settore più energivoro in assoluto: l’edilizia.

Da questa intuizione nasce CasaClima, di cui è ideatore e promotore, e di cui ha diretto l’Agenzia fino al 2012. Il progetto ottiene rapido riconoscimento internazionale: nel 2005 l’invito a Montreal alla Conferenza Internazionale sul Clima delle Nazioni Unite, nel 2007 a Stoccolma su invito di Re Carlo XVI Gustavo di Svezia durante il workshop di The Natural Step.

È Ambasciatore della Carta della Terra, autore di numerosi libri divulgativi e relatore internazionale. Ha tenuto lezioni su invito presso l’Università di Roma La Sapienza, la Libera Università di Bolzano, l’Università degli Studi di Camerino e l’Università Roma Tre. Dal 2005 è membro esterno del comitato consultivo scientifico del Master CasaClima della Libera Università di Bolzano.

Vuoi scoprire di più?

Hai domande o vuoi maggiori informazioni sui nostri servizi o vuoi prenotare una esperienza immersiva presso il nostro showroom? 

Siamo qui per aiutarti! 

Il nostro team sarà felice di rispondere alle tue richieste il prima possibile.

Contatti
TEAM DEDICATO

Un Team di progettisti al tuo fianco per la tua casa perfetta

SOSTENIBILITà

Classe Energetica altamente sostenibile fino a nZEB

LOCATION STRATEGICHE

Posizioni strategiche ad alto potenziale di rivalutazione